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Nickiwood ... non conforme

"Piuttosto che vincere per mezzo di un infamia meglio cadere lottando sulla via dell'onore"
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Forse sono il futuro Dittatore dell'Emisfero Occidentale..

Benvenuto nel mio Spaces!

Non è forse il solito Spaces dove si condividono serate in disco o compleanni all'insegna dello sballaus!!! Vuole essere un posto dove condivido le mie passioni, le mie battaglie, ed illustro a chi non mi conosce il mio credo. Condivisibile o no credo che i blog servano anche a questo...

Invito chiunque voglia a lasciare il proprio commento promettendomi di aggiornarlo continuamente con nuovi spunti di riflessione, che possono spaziare dalla politica alla musica, ed anche alla religione. Saluti Romani a tutti i Camerati ed un invito a riflettere ad eventuali Compagni.

Massoni,Israeliti e Democristiani non sono previsti!!!

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Ciao camerata! Ogni tanto ritorno anch'io... :-) Cmq il tuo blog è sempre più interessante. Mi prometto in futuro di scriverci più spesso... Saluti romani e avanti tartarughe!
Oct. 23
Ma israeliti..intendi tutti gli ebrei? Se no devi dire Israeliani!!! Molto diverso come concetto!!
Oct. 22
Ehila!!! Ciao!!! Bhè..essendo di sinistra non posso proprio dire "bel blog" però ti impegni!!! Eheheheh!!!Animoticon
Oct. 22
elenawrote:
amore mio  sono fortunata ad averti...ti amo sempre più..
p.s. messaggio alle shampiste (fasciste o no) ke mettono gli occhi sul mio amore..lasciate perdere ke vi spakko la faccia!!!  avrò il cuore a sinistra e sarò pure una zekka (come dite voi), ma le spranghe di ferro le posso maneggiare pure io....
Mar. 28
elenawrote:
amo rilassati stavo scherzando.. il tuo blog è bellissimo anche se non condivido niente di quello che scrivi e trovo certe posizioni agghiaccianti..ma contento tu contenti tutti..
Mar. 20
Quando si ha tanto tempo libero!!
 
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October 17

SCOPI E OBIETTIVI DEL TERRORISMO OCCIDENTALE



DI ANTONELLA RANDAZZO

Molte persone, che hanno approfondito in modo onesto le tematiche inerenti agli attentati dell’11 settembre e del 7 luglio, comprendendone le vere dinamiche, si sono chieste perché mai i governi Bush e Blair avrebbero voluto un attentato terroristico sul loro proprio territorio.
Molti hanno messo in evidenza l’esigenza di imporre leggi che restringono le libertà civili, ma tale motivo non sarebbe l’unico.
Le autorità occidentali hanno bisogno di additare un nemico, e per provare concretamente la sua esistenza organizzano attentati terroristici. Anche in Iraq, molti degli attentati di cui i nostri media ci danno notizia sono in realtà organizzati dallo stesso esercito anglo-americano.
Lo scopo principale del terrorismo è quello di far emergere dai pensieri dei cittadini l’idea che esista un nemico feroce, malvagio, crudele, e che per questo motivo, le “democratiche” autorità occidentali devono sostenere una guerra che, come da loro stesse dichiarato, potrebbe anche durare 100 (cento) anni. Il nemico “terrorista” viene descritto come fosse un pazzo che odia e distrugge senza motivo.


Un altro scopo del terrorismo occidentale è quello di alimentare la paura. La paura è un’emozione dell’impotenza, dunque se abbiamo paura non lottiamo per i nostri diritti, ma ci sottomettiamo a chi professa di volerci “proteggere”. Di fatto, chi promette “sicurezza” e protezione appartiene allo stesso gruppo che crea e alimenta la paura.
Il terrorismo è anche utilizzato per criminalizzare i dissidenti. Spesso chi denuncia i crimini e lotta contro il sistema viene etichettato come "terrorista" o "antiamericano", e accusato di perseguire una sorta di "teoria del complotto" contro il potere “libero e democratico” degli Usa. In questo modo si offuscano pericolosamente gli intenti di difesa dei diritti umani, e si cerca di criminalizzare chi denuncia il crimine e non chi lo fa.
Le autorità occidentali sperano in un mondo in cui i poveri accettino passivamente di farsi sfruttare, senza lottare e senza reagire. Sognano un mondo in cui le masse rimangono passive verso i crimini e le ingiustizie, sorrette dalla fede religiosa, che dona una speranza ultraterrena, l'unica loro concessa.
Il terrorismo è utilizzato per giustificare ogni guerra e ogni crimine. Come molti sanno, la guerra in Iraq, da tutti i media, venne strettamente collegata alla "lotta al terrorismo", e venne definita da molti quotidiani occidentali "guerra giusta", "inevitabile" "necessaria" e "difensiva".

Il nemico di oggi, il "terrorista islamico", viene descritto dagli Usa con disgusto e disprezzo assoluto, egli non appartiene alla religione cristiana, e per questo è facile identificarlo con la "bestia" biblica contro cui lottare senza pietà. L'immagine del nemico viene gravata da significati trascendentali e diventa l'immagine stessa del Male o del demonio, per questo la "crociata" non è per convertire ma per sterminare. Il nemico assume tutto il male su di sé permettendo alla controparte di acquisire caratteristiche di pura "bontà". Il disprezzo per il nemico è quindi totale e senza altre vie d'uscita che non la lotta diretta a distruggerlo.
Nel tradizionale discorso sulla Stato dell'Unione del 29 gennaio 2002, Bush espresse chiaramente la "dottrina" dell""asse del male" e della necessità di lottare contro nemici della "civilizzazione":
“La nostra causa è giusta, e va avanti… Migliaia di pericolosi sicari, addestrati ad uccidere in vari modi, spesso con l’appoggio di regimi fuorilegge, sono ora sparsi per il mondo come bombe ad orologeria pronte ad esplodere senza preavviso... Questi nemici vedono il mondo intero come un campo di battaglia, e noi dobbiamo dar loro la caccia ovunque si trovino... L’Iran è alla ricerca frenetica di queste armi e esporta terrore, mentre una minoranza non eletta reprime le speranze di libertà del popolo iraniano… La nostra guerra contro il terrorismo è cominciata bene, ma è solo all’inizio... I costi di questa guerra sono alti. Abbiamo speso più di un miliardo di dollari al mese – oltre 30 milioni di dollari al giorno – e dobbiamo essere pronti ad affrontare gli impegni futuri… Decisi nel nostro obiettivo, ora andiamo avanti. Abbiamo imparato il prezzo della libertà e abbiamo mostrato la sua forza. E in questo grande conflitto, cari concittadini, assisteremo al trionfo della libertà".(1)

Bush elenca i paesi nemici senza spiegare il perché essi vanno inseriti nella lista nera, gli basta dire che sono "terroristi" o che "si stanno dotando di missili e armi di distruzione di massa". Ovviamente, non c'è nessun cenno agli interessi economici o alle questioni petrolifere, e nemmeno all'addestramento dei mujaheddin da parte della Cia. Non viene certo detto che “i pericolosi sicari pronti ad uccidere” sono stati addestrati dagli stessi servizi segreti statunitensi, inglesi o israeliani.

Gli Usa cercano di proteggere la figura del nemico inspiegabilmente crudele, a tal punto da avversare ogni tentativo dell’Onu di comprendere meglio cos’è realmente il terrorismo. Ad esempio, nel dicembre del 1987, gli Usa (con Israele) avversarono una risoluzione dell'Onu contro il terrorismo. La Risoluzione prevedeva, oltre alle misure per la prevenzione del terrorismo internazionale, anche un tavolo di studio che facesse luce sulle cause politiche ed economiche del terrorismo, e che definisse cosa si deve intendere per "terrorismo", per poterlo distinguere dalle lotte dei popoli per i diritti. Si trattava cioè di affrontare concretamente e razionalmente il problema, senza vederlo come un male misterioso e oscuro.
Peraltro, diversi paesi dell’America Latina da tempo accusano le autorità statunitensi di terrorismo, avendo finanziato diversi dittatori e addestrato numerosi torturatori e criminali.
Nel 1986 gli Usa furono condannati dalla Corte Internazionale di Giustizia per terrorismo o "uso illegale della forza" contro il Nicaragua. Essi dichiararono che non avrebbero riconosciuto la giurisdizione della Corte. Il Nicaragua si rivolse al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per chiedere una risoluzione che costringesse tutti gli Stati a rispettare il diritto internazionale. Gli Usa si opposero, rifiutandosi di accettare la giurisdizione internazionale.

Nel film-documento “Terrorstorm” si riportano prove schiaccianti circa le responsabilità dei governi occidentali negli attentati terroristici avvenuti nel loro paese e in paesi esteri. Tale documentario, di Alex Jones, descrive i cosiddetti “false flag”, ovvero gli attentati terroristici spacciati per “terrorismo islamico” ma in realtà voluti e organizzati dagli stessi governi occidentali. Jones raccoglie elementi sugli attentati di Madrid e Londra e intervista due ex-agenti del MI6 e diverse altre persone autorevoli, che svelano numerose prove contro i governi occidentali. I diversi attentati terroristici possono essere collegati fra loro o presentare caratteristiche analoghe, che fanno risalire ad un’unica strategia.
Spiega Jones: “Per capire gli attentati di Londra e chi li ha commessi bisogna per forza guardare all’11 marzo 2004, agli attentati di Madrid. Un anno dopo gli attentati, il governo ammette l’assenza di legami con Al-Qaeda. Ognuno dei supposti attentatori aveva legami stretti coi servizi segreti spagnoli, incluso il capo degli attentatori. Il capo degli attentatori, che ha dato la dinamite ai terroristi, era connesso alla squadra artificieri di Madrid, e vediamo le stesse caratteristiche negli attacchi di Londra. Il mattino del 7 luglio 2005, 3 treni e un bus sono stati dilaniati da quattro esplosivi di tipo militare… nonostante il fatto che tre vagoni stessero bruciando, pieni di londinesi morti e morenti, Scotland Yard per un’ora e mezzo affermò che tutte le interruzioni erano dovute solo ad un black out… Poi, misteriosamente, dopo gli attacchi, il Dipartimento di polizia londinese ordina al bus n° 30… di abbandonare la sua strada normale e di parcheggiare all’angolo con Woburn Square e Tavistock Place… Fra centinaia di bus in servizio quella mattina, il bus n° 30 è l’unico a cui viene cambiato il percorso e che viene diretto a Tavistock Place. Ricordate, mentre tutto sta avvenendo la polizia è in televisione e sta dicendo che si tratta di un black out. Nel frattempo… testimoni oculari descrivevano le esplosioni… Dopo che gli investigatori di Scotland Yard ebbero la possibilità di parlare con alcuni testimoni oculari… dichiararono ufficialmente che credevano che gli attentatori non sapessero di avere esplosivi nei loro zaini… L’edizione delle “News Fox” del 29 luglio rivela che la cosiddetta mente degli attentati, Haroon Rashid Aswat è un collaboratore dei servizi inglesi. L’ex pubblico ministero e esperto di terrorismo per l’Fbi, John Loftus, disse che Aswat era protetto dall’MI6 ed era sotto il loro controllo… dopo poche ore dagli attentati del 7 luglio, la radio militare israeliana riportava la notizia che Benjamin Netanyahu, ex primo ministro di Israele, era stato avvertito di non lasciare il suo hotel quel mattino per partecipare ad un incontro a meno di 100 metri da una delle stazioni che è stata attaccata… in seguito il ministro Sharon ha dato istruzioni agli incaricati israeliani di non rilasciare interviste a giornali stranieri a proposito del preavviso… Per la convenienza delle autorità le telecamere dell’autobus malfunzionarono… qualcos’altro fu utile alle bugiarde autorità: tutti e quattro le carte d’identità degli “attentatori” hanno resistito alle esplosioni. C’è solo un problema: in un caso uno degli ID degli attentatori fu trovato in 2 posti diversi… E’ cristallino che… elementi criminali nel governo hanno inscenato l’attacco e poi hanno coperto il tutto”.(2)
Secondo Jones la pianificazione delle operazioni terroristiche viene tenuta nascosta a quegli elementi che pensano sinceramente di servire la propria patria attraverso l’appartenenza ad un corpo militare. A tale scopo sarebbero utilizzate diverse tecniche per creare confusione, come ad esempio esercitazioni o simulazioni militari allo stesso momento e nello stesso posto (o vicino) un cui si avrà l’attentato. Le simulazioni ricalcheranno gli eventi reali, a tal punto che la confusione generata impedirà un corretto intervento da parte di coloro che sono all'oscuro di tutto. Ciò è avvenuto durante l’11 settembre, il 7 luglio e in altri casi di attacchi terroristici. Proprio una simulazione ha impedito agli agenti del Norad di inviare i caccia, poiché confusero la simulazione con la realtà.

Alcuni agenti sono usciti inorriditi dai servizi segreti inglesi, quando hanno scoperto che lo stesso governo aveva pianificato attacchi terroristici. Racconta Annie Machon, ex agente dell’MI5: “Ho deciso di uscire allo scoperto e denunciare, insieme al mio partner, perché avevamo visto troppe cose orrende… e abbiamo creduto che gli inglesi meritassero maggiore protezione… il crollo delle torri (gemelle) mi è sembrato essere una demolizione controllata, e anche il crollo dell’edificio 7 del WTC. (E’ strano) Anche il fatto che le difese aeree rimasero a terra quel giorno… Tutta una serie di prove rende molto sospetto quello che accadde il 9/11… dobbiamo esporre il coinvolgimento del governo nel 9/11, perché se non lo facciamo, loro continueranno a farlo nel futuro”.

Un ex agente dell’MI5, David Shayler spiega: “Per il 7 luglio c’è stato un testimone respinto, intervistato da un giornale locale… (l’uomo) dice che era in una delle carrozze colpite e non vide nessun uomo con lo zainetto… quello che vide fu un metallo che puntava verso l’alto da sotto la carrozza. Ciò indicherebbe che la bomba non era dentro la carrozza, ma attaccata fuori, al di sotto di essa… nessuno… sta seguendo questa pista… Ho appreso di operazioni in cui l’MI6 e il servizio segreto inglese esterno… stavano finanziando il terrorismo in territorio nemico senza il permesso del governo”.

Gli agenti che decidono di uscire dall’organizzazione e di parlare vengono perseguitati, e talvolta imprigionati o esiliati. Persone che si sono semplicemente limitate a constatare i tentativi del governo di limitare le libertà dei cittadini sono state inserite nella lista dei terroristi. In poche parole, non è perseguito chi organizza attentati terroristici, ma chi denuncia i responsabili di tali crimini.
Esistono anche altri personaggi autorevoli, come il parlamentare inglese Michael Meacher, che denunciano il terrorismo di Stato e i suoi scopi. Dichiara Meacher: “Gli attentati… del 7/7 (servivano ad) assicurare paura (e) controllo”.

Il film documento di Jones è importante per capire la crudeltà delle autorità statunitensi contro gli esseri umani. Esse giustificano ogni azione criminale, chiamando “pressioni” la tortura e agendo senza alcun rispetto della libertà e della dignità umana. Com’è evidente, sono colpevoli di crimini contro l’umanità e dovrebbero essere processate per questo. Se non avviene è perché attualmente manipolano anche l’Onu e i Tribunali Internazionali, curandosi di renderli inoperativi o di disconoscerne l’autorità quando si tratta di porre sotto processo personaggi del proprio establishment.

Quando in Italia i media annunciano che potrebbe avvenire un attentato terroristico, in realtà ci stanno minacciando, e stanno cercando di accrescere in noi la paura, allo scopo di renderci impotenti e sottomessi. La buona notizia è che se lo fanno significa che temono il popolo, temono le nostre reazioni perché sanno che nel momento in cui la maggior parte degli italiani non fosse più disposta a farsi ingannare e a sottomettersi, il loro potere crollerebbe.
E’ ovvio che se preparano attentati o minacciano il popolo, significa che il nemico per loro non è il “terrorismo” ma il popolo stesso. Infatti, sono i popoli a poter distruggere il loro potere, se soltanto vincessero la paura e lo volessero.

Il terrorismo, dunque, è oggi l’arma del gruppo al potere, che è disperato perché molte cose gli sono sfuggite di mano, prova ne sia che voi state leggendo uno dei tanti articoli che li smaschera, e che era impensabile leggere anche soltanto pochi decenni fa. Questo significa che il percorso di consapevolezza sta andando avanti, e dipende da ogni persona attuarlo e alimentarlo. La consapevolezza, automaticamente, rende inefficace la loro propaganda.

Il fulcro del terrorismo sarebbe a Washington e a Londra, appoggiato dai servizi segreti di moltissimi paesi (compreso il nostro). Dunque se questo gruppo di criminali decidesse di organizzare un attentato in Italia, piuttosto che in Francia o in Belgio, le autorità e i servizi segreti locali si attiveranno affinché questo possa avvenire, e dopo l’attentato faranno in modo che le verità ufficiali possano insabbiare ogni responsabilità dei veri organizzatori. Com’è noto, nel nostro paese abbiamo avuto attentati terroristici durante il periodo detto della “strategia della tensione”, in cui le autorità statunitensi volevano reprimere fino alla soppressione l’impulso dei cittadini italiani a rivendicare diritti e libertà. Oggi non avvengono più attentati terroristici perché tali autorità hanno ormai occupato il nostro parlamento e i nostri media, insediando soltanto determinati elementi e dando potere (politico e mediatico) a personaggi come Berlusconi. Negli ultimi decenni la maggior parte dei cittadini italiani si è fatta “ipnotizzare” dalla televisione, e non legge più o legge pochissimo, non ha più un’esistenza culturalmente e creativamente attiva, e crede sempre più di essere impotente di fronte al sistema attuale. Questo è il risultato che le nostre autorità volevano ottenere, ed è per questo che non sono più avvenuti attentati terroristici, fatte salve le minacce che ci arrivano di tanto in tanto per mantenerci nella paura.
I media, “educando” alla passività, sottraggono a poco a poco ai cittadini il potere di chiedere spiegazioni ai governi circa fatti che proverebbero la loro natura criminale. Senza la capacità di chieder conto ai propri rappresentanti politici e senza la giusta informazione, una democrazia non può esistere.

Non bisogna per forza citare Orwell per capire che la realtà attuale è perlomeno ambigua, e che ogni persona dovrebbe attivarsi per capire, poiché siamo giunti alla fase in cui l’attuale gruppo dominante non si farà scrupolo di agire contro chiunque per salvaguardare il suo potere. Illudersi che non sia così significa assecondare il potere di questi criminali, mentre prendere coscienza della realtà può significare cambiarla.

Nel documento di Jones vengono intervistati diversi cittadini inglesi, che mostrano di non essere consapevoli del livello di controllo dei loro governi (ci sarebbero 4 milioni di telecamere soltanto a Londra ma loro non se ne accorgono) e credono che per essere “protetti” occorra accettare una restrizione alle libertà. In altre parole, la maggior parte delle persone crede alla propaganda delle autorità, facendo in modo che esse continuino ad avere potere e ad attuare crimini. Ad una donna inglese è stato chiesto se “avrebbe voluto sacrificare la libertà per la sicurezza” e la risposta è stata “si, sacrificherò la libertà per la libertà”. La donna non si rendeva conto del paradosso, essendo come “narcotizzata” dalla propaganda dei mass media di regime. Anche i cittadini statunitensi, per la maggior parte, sarebbero dello stesso avviso, non avendo acquisito la necessaria consapevolezza per accorgersi che i media e le loro autorità li stanno ingannando.

Per concludere, gli attentati terroristici trovano la loro ragion d’essere nella disponibilità dei popoli a credere nella propaganda di regime, e a creare un “nemico” straniero, rendendosi incapace di vedere che i propri governi sono il vero nemico, e che se mancherà la consapevolezza essi faranno altre guerre e organizzeranno altri crimini. Il potere di queste persone si basa sulla manipolazione mentale, e anche gli atti terroristici fanno parte di questa manipolazione, agendo sulle emozioni e sulle convinzioni politiche o ideologiche.
Se la Storia fosse raccontata nel giusto modo si capirebbe che è sempre stata storia delle persone comuni che volevano liberarsi dal potere tirannico, e oggi non c’è alcuna diversità rispetto al passato.
Non c’è arma che possa costringere alla schiavitù un popolo libero, per questo le attuali autorità creano paura, nemici e sottomissione, attraverso i media e il terrorismo. Finché la maggior parte delle persone sarà incline a credere nell’autorevolezza delle loro autorità e a non comprendere i loro molteplici inganni, la democrazia rimarrà una chimera.
Spiega Jones: “Il 90% dei loro piani si basa su fattori psicologici… In termini semplici si tratta di indurre la popolazione ad amare la propria schiavitù… Le èlite stanno facendo guerra ai popoli… Siamo truffati nel credere che l’establishment è il nostro protettore e non il nostro padrone parassitico. Gli architetti del Nuovo Ordine Mondiale sono pazzi maniaci per il controllo… hanno reso schiava l’umanità e sono disperati di tenere il controllo del gregge… L’èlite è minacciata da umani liberi e indipendenti che controllano il loro destino. Sono minacciati dalla loro intelligenza, bellezza, onore, famiglia. Cercano di controllare il destino dell’umanità in una direzione che assicura il loro monopolio di potere per sempre . Sono sadici, codardi, non hanno nessun senso umano… (vogliono) solo il controllo e il mantenimento di quel controllo. Il mondo intero sta per essere programmato per essere un pianeta prigione, una griglia di controllo sull’umanità libera, dove il dissenso non è tollerato. Quando realizzerai che il potere costituito ti sta deridendo comincerai a cercare la verità e a combattere. Quando capisci il loro piano, è molto facile sconfiggerlo. Conoscere chi è il tuo nemico ti porta a metà della battaglia, reagire è l’altra metà. Devi solo liberare la tua mente, e sconfiggere i globalizzatori sarà facile”.(3)

Antonella Randazzo
Fonte: http://antonellarandazzo.blogspot.com
August 25

L'eroe dell'eroe. Storie di ordinaria servitù e di amicizie pericolose

Triste destino quello toccato agli pseudo rivoluzionari della destra radicale o terminale, se preferite. Sognavano di essere i padroni del domani...ed invece si ritrovano ad essere i garzoni dell'omino di Arcore, al secolo Berlusconi Silvio. L'esatto contrario dell'uomo integrale, del legionario che questi “sfiammati” vati da sagra della porchetta “predicavano” tra una masturbazione mentale e l'altra. Dall'etica all'etilica, dalla socializzazione alla silvizzazione, dalla carta di Verona alla carta di Arcore.

La regressione spirituale, culturale e politica di un'intero ambiente è ormai completa. E' triste e ridicolo leggere i comunicati ed osservare le capriole dialettiche che gli sguatteri in salsa nazionalpopolare stanno “producendo” allo scopo di giustificare l'azione del governo pidiellino, sforzandosi di trovare qualcosa di cameratesco nei decreti finora prodotti. Camerati e fautori di destre socievoli (con munifici finanziatori col vizietto delle speculazioni finanziarie) sono accorsi in difesa del decreto stoppa-processi e del lodo Schifani, ritenendoli strumenti di lotta contro quei cattivoni dei magistrati che reprimono il dissenso politico. Ma che c'entra il dissenso politico con l'azione del berlusca? Stiamo parlando di Silvio Berlusconi il servo degli States, il cameriere d'Israele, l'ex iscritto alla Loggia P2, il privatizzatore a tutto spiano, l'apostolo del finanziarismo usuraio ed affamatore, o siamo vittime di un caso di omonimia? La norma “salva-premier”, non tutelerà alcun serio antagonista e non garantirà il diritto al dissenso, ma, al contrario, avrà l'effetto di bloccare oltre centomila processi penali per una lunghissima lista di reati fra cui: il sequestro di persona, l'estorsione, la rapina, lo stupro, l'associazione per delinquere, le frodi fiscali, la corruzione, l'abuso d'ufficio, la detenzione di materiale pedopornografico, le molestie e i maltrattamenti in famiglia, gli omicidi colposi per responsabilità medica o a seguito di incidenti stradali, il traffico illecito di rifiuti .ll primo emendamento impone ai magistrati di dare priorità assoluta ai processi "che destano maggiore allarme sociale" per i quali sono previste pene superiori ai 10 anni di carcere. Mentre il secondo ordina l'immediata sospensione per un anno di tutti i processi per reati "di non rilevante gravità" cioè punibili con pene detentive inferiori ai 10 anni commessi fino al 30 giugno 2002 che si trovino in una fase che va dall'udienza preliminare alla chiusura del dibattimento di primo grado. E fra questi, guarda caso, rientrano a pieno titolo sia il processo Mills che quello di corruzione di incaricato di pubblico servizio inerente l'alleanza segreta fra Mediaset e la Rai di Agostino Saccà a cui furono promessi lussuosi affari e pruriginosi passatempi. Evidentemente Berlusconi si è reso conto che questa volta rischia davvero grosso perché il processo Mills è ormai agli sgoccioli, mancano poche udienze alla fine del dibattimento e l'accelerazione imposta dai giudici della decima sezione del tribunale di Milano lo preoccupa non poco perché la sentenza potrebbe arrivare prima delle vacanze estive. Perciò la sospensione dei processi è quanto mai utile a se stesso per scongiurare una condanna dai 3 agli 8 anni di carcere. Se non dovesse riuscirgli il “giochetto stoppaprocessi” il Cavalier servente ha già calato sul tavolo la carta del lodo Schifani che blocca i processi a carico delle 5 più alte cariche dello Stato. Altro che battaglia contro la casta dei magistrati per la difesa dei diritti dei cittadini oppressi! D'altra parte c'era da aspettarselo da un uomo che durante la campagna elettorale aveva definito “eroe” ,Vittorio Mangano.Mangano? Chi è costui? Forse un pensatore ribelle o militante coraggioso? Se questo nome non vi dice nulla, vi aiutiamo noi a rinfrescarvi la memoria. Il nome di Mangano salta fuori per la prima volta dal Procuratore della Repubblica Paolo Borsellino in una intervista rilasciata il 19 maggio 1992 riguardante i rapporti tra mafia, affari e politica, due mesi prima di essere ucciso nell'attentato di via d'Amelio. Borsellino nel corso di quell’intervista, con il coraggio e la lucidità investigativa che lo contraddistinguevano affermò che Mangano era uno di quei personaggi che fungevano da teste di ponte della mafia nel Nord Italia. Ma che c’entra con Berlusconi e come è entrato a far parte della sua corte, vi domanderete voi. La risposta ha un nome ed un cognome: MarcelloDell’Utri. Berlusconi, Dell’Utri, Mangano: il triangolo no, non l’avevate considerato! Marcello Dell'Utri nasce a Palermo l'11 settembre del 1941, studia in collegio dai Salesiani e frequenta poi i Gesuiti a Palermo. Conseguita la maturità classica nella sua città natale, si trasferisce a Milano e si laurea in giurisprudenza presso l'Università Statale, dove conosce e stringe amicizia con Silvio Berlusconi. A 23 anni comincia a lavorare come segretario per il ventottenne Berlusconi e allena una piccola squadra di calcio, il Torrescalla, sponsorizzata dall'amico Silvio. Dopo un anno lascia Berlusconi e Milano per trasferirsi a Roma, dove dirige il Centro Elis, una scuola di formazione sportiva dell'Opus Dei. Nel 1967 torna a Palermo dove fa il direttore sportivo presso l'Athletic Club Bagicalupo, dove dice di aver conosciuto Vittorio Mangano e Gaetano Cinà, entrambi “uomini d'onore”. Nel 1970 viene assunto alla Cassa di Risparmio delle province siciliane, a Catania, per poi trasferirsi l'anno dopo in una filiale vicino Palermo. Nel 1973 viene promosso alla direzione generale della Sicilcassa a Palermo. Il 5 marzo del 1974 si dimette dalla banca e si trasferisce a Milano, come segretario particolare di Berlusconi. Dell'Utri segue i lavori di ristrutturazione della villa di Arcore, appena acquistata da Silvio ad un prezzo irrisorio grazie a Cesare Previti, tutore della proprietaria, e ingaggia come "stalliere" Vittorio Mangano, mafioso palermitano della famiglia di Porta Nuova condannato all'ergastolo per mafia, con lo scopo, diranno i maligni, di proteggere il Cavaliere in ascesa e la famiglia da possibili rapimenti o attentati da parte della mafia catanese. Il fattore tuttofare accompagna i figli a scuola e cura la sicurezza della villa. Mangano viene arrestato un paio di volte dai Carabinieri per scontare pene definitive e ogni volta, uscito dal carcere, viene riaccolto in villa come se nulla fosse accaduto. Nel 1976 un giornale lombardo scrive che Berlusconi ospita un mafioso in casa sua e, nonostante Dell'Utri e Confalonieri facciano di tutto per trattenerlo, Mangano lascia la villa di Arcore, mentre Berlusconi con la famiglia si trasferisce prima in Svizzera e poi in Spagna. Un anno dopo anche Dell'Utri lascia Berlusconi e la Edilnord perchè infastidito dal fatto che il Berlusca non lo consideri capace di fare il dirigente . Raccomandato, si dice, da Cinà diventa amministratore delegato della Bresciano Costruzioni, un'azienda del gruppo Rapisarda, considerato in quegli anni un luogo di transito privilegiato dei capitali mafiosi. In breve tempo tutto il gruppo va in bancarotta fraudolenta. Dell'Utri incriminato a piede libero perde il lavoro, mentre Rapisarda fugge latitante in Venezuela, grazie al passaporto intestato al fratello di Dell'Utri. Nel frattempo Berlusconi si iscrive alla loggia massonica P2. Il 5 maggio 1980 Mangano è arrestato da Giovanni Falcone per traffico internazionale di droga e resterà in carcere per 11 anni. Un anno dopo vengono uccisi dai corleonesi di Totò Riina i boss mafiosi Bontate e Teresi, punti di riferimento di Mangano e garanti presso gli “amici” siciliani della non ostilità del Cavaliere. Il loro posto, nel rapporto con Arcore, viene preso dai fratelli Pullarà. Le cronache giornalistiche di quel periodo raccontano che tra il 1975 e il 1983 nelle holding Fininvest affluiscono 113 miliardi di vecchie lire di provenienza misteriosa, e una buona parte addirittura in contanti. In quel periodo il boss Bontate diventa socio delle TV Fininvest, investendovi grossi capitali mafiosi. Nel 1983 le pretese di denaro, da parte dei Pullarà e quindi di Cosa Nostra, si fanno sempre più ingenti, ed il Cavaliere decide di richiamare Dell'Utri alla Fininvest e nonostante il disastro della Bresciano lo promuove amministratore delegato e presidente di Publitalia. L'11 novembre dello stesso anno la Polizia irrompe a casa di un socio del boss catanese Corallo per arrestarlo e vi sorprende anche Dell'Utri. Fra il 1984 e il 1986 Dell'Utri raggiunge un accordo, tramite Cinà, con Pippo Di Napoli che rappresenta Riina, attraverso il quale la Fininvest si impegna a versare a titolo di regalo una quota annua di 200 milioni a loro e non più ai Pullarà. Riina spera di arrivare tramite Berlusconi a Craxi, grande amico del Cavaliere, e ordina a tutta Cosa Nostra di abbandonare la DC e votare il PSI. Ma la mafia non è contenta di Berlusconi e del gruppo Fininvest e così ricomincia con gli attentati intimidatori, fra cui quelli ai negozi e ai magazzini della Standa a Catania, fatti per cui non fu sporta denuncia. Nel 1991 Mangano esce dal carcere e tenta di riprendersi l'esclusiva dei rapporti con Dell'Utri e Berlusconi, ma Riina gli manda a dire che ormai "li ha nelle mani lui per il bene di tutta Cosa Nostra". Nel 1992 Vincenzo Garraffa, senatore del PRI e presidente della Pallacanestro Trapani, riceve la visita del boss Vincenzo Virga, condannato per omicidio e oggi in carcere, per riscuotere un presunto credito e dice che lo manda Dell'Utri. L'episodio è denunciato da Garraffa, e il processo giungerà al primo grado di giudizio nel maggio 2004 quando il Tribunale di Milano condannerà Dell'Utri e Virga a 2 anni per tentata estorsione. Nel frattempo, mentre infuria Tangentopoli, Dell'Utri ingaggia l'ex democristiano Ezio Cartotto per studiare un'iniziativa politica della Fininvest in previsione del crollo dei partiti amici. Il 19 luglio dello stesso anno, a 55 giorni dall'assassino di Giovanni Falcone, viene ucciso Paolo Borsellino. Il 4 aprile 1993 Berlusconi incontra Craxi ad Arcore e decide di impegnarsi in politica. Il 28 marzo del 1994 Berlusconi vince le elezioni e diventa Presidente del Consiglio, mentre Dell'Utri rimane alla guida di Publitalia.Il 25 maggio 1995 Dell'Utri è arrestato a Torino con l’accusa di aver inquinato le prove sull'inchiesta sui fondi neri di Publitalia. L'anno successivo diventa deputato di Forza Italia e poco dopo viene condannato in primo grado a 3 anni, che in appello diventano 3 anni e 2 mesi e in Cassazione, grazie al patteggiamento, 2 anni e 6 mesi definitivi. Nel 1998 è sorpreso e filmato dalla DIA a Rimini mentre incontra un falso pentito che sta organizzando un complotto per screditare i pentiti che accusano Dell'Utri. Il GIP di Palermo dispone la sua cattura, ma la Camera, a maggioranza Ulivo, nega l'autorizzazione all'arresto. Il 13 giugno 1999 Dell'Utri viene eletto al Parlamento europeo, nel colleggio Sicilia-Sardegna. Il 13 maggio 2001 diventa senatore, mentre Berlusconi torna al governo. Il resto è storia nota a tutti. Tanto clamore per l'indulto mastelliano e poi si vara la stoppa-processi. I conti non tornano...o forse tornano troppo bene...Noi siamo uomini del sud, figli di una terra che viene stuprata quotidianamente dalle cosche malavitose e dai colletti bianchi che le fiancheggiano e, probabilmente, per una nostra “deformazione professionale” siamo abituati a leggere tra le righe e ad analizzare amicizie e legami,scovando messaggi criptati ed interpretando vicende anche apparentemente insignificanti...Probabilmente, però, stiamo volando di fantasia e siamo vittime della nostra maledetta deformazione...Che non ce ne vogliano i balilla sui generis made in mediaset della sedicente destra radicale italiana.

Ernesto Ferrante

Sinistra Nazionale

Il conflitto tra Russia e Georgia potrebbe essere la scusa che l’amministrazione Bush cercava per bombardare l’Iran?

DI STEPHEN KINZER
The Guardian

BushIran

Un editore per cui un tempo lavoravo mi disse che quando i suoi genitori e i suoi nonni discutevano le notizie del giorno a cena finivano inevitabilmente per chiedersi l’un l’altro: “è una cosa buona per gli ebrei?”.

“Che si trattasse di una guerra o di un terremoto o dell’atterraggio dell’uomo sulla luna si arrivava sempre a quella domanda” ricordava. “Vedevano tutto tramite quella lente”.

Quest’anno ho sviluppato una simile patologia. Sono terrificato dall’idea che l’amministrazione Bush stia per attaccare l’Iran in un qualche momento prima della fine dell’incarico il 20 gennaio. Ogni volta che c’è un nuovo tremore a Washington o nel resto del mondo, mi chiedo: questo rende un attacco americano contro l’Iran più o meno probabile?

È successa la stessa cosa con la recente lite in Georgia. Temo abbia aumentato le possibilità che gli Stati Uniti bombardino l’Iran.

Se c’è un unico principio che soggiace alla visione del mondo di Bush-Cheney, è che tutti i paesi devono adattarsi agli interessi americani e a nessuno deve essere consentito di emergere come ciò che la Quadrennial Defence Review del 2006 ha definito una “potenza paragonabile” ["near-peer power"]. Questa è una ricetta per il conflitto, dal momento che molti paesi cercheranno naturalmente di incrementare il loro potere, che gli Usa lo vogliano o no.

“Che pure Ercole faccia quello che può, ma il gatto continuerà a miagolare e il cane a farsi gli affari suoi”, osservò quel perspicace geostratega di William Shakespeare.

La giornata della Russia è ancora una volta arrivata all’alba. Non è necessariamente una cosa negativa. Un mondo multipolare modellato da equilibri e contrappesi è, in fin dei conti, più sicuro per tutti.

Queste idea, però, è aborrita dall’amministrazione Bush. Essa rimane bloccata nella fantasia post-guerra fredda che il breve “momento unipolare” dell’America possa durare per sempre.

In anni recenti l’amministrazione Bush ha tentato in ogni modo di sfidare gli interessi russi. Ha lavorato per tagliare fuori la Russia dalle condutture energetiche, espandere la Nato sino ai confini russi, costruire basi di difesa missilistica vicino a quei confini, promuovere l’indipendenza del Kosovo ed incoraggiare ex Stati sovietici come la Georgia a sputare nell’occhio strategico della Russia.

Questo approccio funzionava sinché la Russia era prostrata. Ma era inevitabile che la Russia alla fine iniziasse a riemergere come potenza influente. Ora è successo.

Washington ha protestato con ululati di indignazione perché la Russia ha schiacciato la Georgia. Il presidente Bush ha dichiarato con tutta la sua faccia tosta che “minacce ed intimidazioni non sono un modo accettabile per condurre la politica estera nel ventunesimo secolo”.

Proferire tali incredibili ipocrisie è più o meno tutto ciò che gli Usa possono fare per rovesciare la recente vittoria russa. Gli Usa e la Russia hanno bisogno di collaborare su di una moltitudine di questioni strategiche, e la Georgia non è un interesse vitale degli Stati Uniti. La cosa più logica che gli Usa possono fare ora è incassare il colpo e andare avanti.

Il presidente Bush e il vice presidente Cheney, però, potrebbero avere un’altra idea. Leggendo le loro menti, questo è quanto temo stiano pensando.

“Stiamo per lasciare l’incarico. Per come sembrano le cose ora, l’ultimo confronto tra noi e i cattivi lo hanno vinto loro. Non possiamo lasciare che il nostro mandato finisca in questo modo. Non può essere questa l’ultima parola. Dobbiamo andarcene con una fiammata di gloria. Come possiamo dar vita a questa fiammata? Con l’Iran naturalmente. Nessun paese ci ha provocato così incessantemente. Bombardando l’Iran manderemo al mondo un coraggioso messaggio di addio: dimenticatevi della Russia- comandiamo ancora noi!”.

Per anni prima degli attacchi terroristici dell’11 settembre, una cricca di ideologi millenaristi ha spinto per un attacco Usa all’Iraq. Gli attentati gli hanno dato la scusa che cercavano. Ora temo che possa succedere la stessa cosa con l’Iran. La Georgia potrebbe essere la scusa.

Per decenni la politica americana verso l’Iran è stata improntata all’emozione e non alla razionalità. Ora a Washington le emozioni sono a mille. Gli iraniani non hanno avuto nulla a che vedere con l’invasione russa della Georgia. Spero che presto non debbano pagare un prezzo sanguinoso per essa.

Titolo originale: " Attacking Iran via South Ossetia"

Fonte: http://www.guardian.co.uk
August 22

RESOCONTO DI QUESTA ESTATE

Finite le ferie, tornata la possibilità di utilizzare Internet, ho lasciato alle mie spalle tanti argomenti di discussione: tra la farsa ridicola con il triangolo Vaticano,Famiglia Cristiana e PDL; o l'inizio delle olimpiadi, tra magnificenza e contraddizioni, sotto un enirme nuvola nera di idrocarburi; o ancora la crisi in Ossezia, previstissima quando parlavo di effetto domino causato dall'indipendenza Kosovara; o ancora la liberazione della Benancourt, che non stava proprio morente ed ora sembra essersi montata anche un pò la testa....insomma da èparlare ce ne sarebbe. Comunque penso che farò un pò un giretto sugli spaces più interessanti augurandomi ci siano spunti interessanti!!
Nobis
PS. Ringrazio la mia piccola per la meravigliosa Estate che m'ha regalato!!
July 21

Se il caldo da in testa al pontefice

 

papaE' arrivata l'estate e probabilmente ad un vecchietto di ottant'anni il sole ha dato alla testa. Si perchè l'agente SS che siede sul trono pontificio ha fatto finalmente una denuncia sensata, che parte dai veri valori cristiani , ma più che altro legalitari.
Si perchè il principio dell'art 3 della Costituzione, "La legge è uguale per tutti", non è solo falso per chi siede a Montecitorio, ma soprattutto per chi veste l'abito talare.
Come avrete ben capito parlo di pedofilia, ovvero il misfatto più aberrante che un umano possa compiere. E se nel passato anche quel "Santo" del Papa polacco non s'è mai pronunciato seriamente contro questa pratica oltraggiosa compiuta dai propri "impiegati"(si, li chiamo così), tanto da farmelo paragonare a Pio XI per quanto riguarda il pilatismo, lo shnauser di Sassonia mi ha sorpreso felicemente.
Non solo ha condannato i preti maiali ma ha persino invitato le curie a consegnarli alle autorità: ripudiando i bei tempi in cui gli arcivescovati si limitavano a trasferirli in altri paesi, dove potevano tornare a delinquere tranquillamente.
Ora, se il caldo farà il suo dovere, fino ad Agosto inviterà magari i missionari a mettersi il preservativo così, se proprio devono scoparsi le senegalesi, almeno non gli passano l'HIV.
Che dire, aspetto fiducioso. Nel frattempo buone vacanze e saluti romani a tutti.
                                                                                                                                                                                                            Nickdux

July 08

Ancora si combatte, e continuiamo a dimenticarcene!!

 

La città di Ubiat,  nell'Ossezia del Sud, è stata bersagliata nella notte da tiri di arma  automatica e da granate provenienti dalla Georgia. Lo ha reso noto la

televisione russa Vesti-24 citando un portavoce del territorio  georgiani filorusso. Il portavoce ha precisato che non ci sono state  vittime. Due giorni fa l'Ossezia del Sud è stata teatro di scontri -  definiti dalle autorita' russe un atto di aggressione della Georgia -  che avevano provocato la morte di due persone. Georgiani e Ceceni sono alleati dei kosovari e finanziati da Soros e la banda bassotti. Nell’Ossezia del nord ci fu il massacro di bambini e genitori nella scuola di Beslan il 1 settembre 2004 da parte di un commando antirusso finnziato sempre dall’anonima bassotti. E c’è qualcuno che trepida perché Soros venga in Italia a giocare al presidente di club. Siamo sciuscià!

a città di Ubiat,  nell'Ossezia del Sud, è stata bersagliata nella notte da tiri di arma  automatica e da granate provenienti dalla Georgia. Lo ha reso noto la

televisione russa Vesti-24 citando un portavoce del territorio  georgiani filorusso. Il portavoce ha precisato che non ci sono state  vittime. Due giorni fa l'Ossezia del Sud è stata teatro di scontri -  definiti dalle autorita' russe un atto di aggressione della Georgia -  che avevano provocato la morte di due persone. Georgiani e Ceceni sono alleati dei kosovari e finanziati da Soros e la banda bassotti. Nell’Ossezia del nord ci fu il massacro di bambini e genitori nella scuola di Beslan il 1 settembre 2004 da parte di un commando antirusso finnziato sempre dall’anonima bassotti. E c’è qualcuno che trepida perché Soros venga in Italia a giocare al presidente di club. Siamo sciuscià!

July 02

Berlusconi contro lo Stato di Diritto

 

 

berlusconiBerlusconi si è abituato , e ci ha abituato in questi anni a superare ogni limite. Lo ha fatto gradualmente, col metodo della "rana bollita". Se io butto una rana in una pentola che bolle questa schizza fuori, ma se aumento gradualmente il fuoco la rana non se ne accorge e finisce bollita. E così è bollito il nostro Paese. La storia comincia con un imprenditore che si impadronisce dell'intero comparto televisivo privato nazionale. Una situazione illiberista e antidemocratica.
Dopo anni di questa situazione anomala ci fu una sentenza che obbligava Berlusconi a scorporare il suo impero mediatico. Ma intervenne l'amico Craxi, con una legge "ad hoc" che consentiva a Berlusconi di mantenere i suoi tre network ma gli imponeva di cedere "Il Giornale". E lui lo diede a suo fratello Paolo. Poco dopo Berlusconi divenne premier innescando anche un colossale conflitto di interessi . Il Cavaliere promise che avrebbe sanato la si tuazione (la commissi one dei "tre saggi").

Sono passati quindici anni e siamo ancora lì.

Dal 1994, dopo aver ricevuto un avviso di garanzia, Berlusconi iniziò una devastante e capillare campagna di delegittimazione della magistratura, usando tutte le sue potenti bocche di fuoco, le sue reti, i suoi giornali, i suoi parlamentari, buona parte dei suoi alleati. In terra di Spagna, davanti a tutta la stampa internazionale, dichiarò che Mani Pulite, cioè indagini e sentenze della magistratura del Paese di cui era premier, erano state una "guerra civile". Proseguì affermando che i magistrati, tutti, "sono antropologicamente pazzi". E così via, fino alle dichiarazioni più recenti, che colpiscono oltre che per i contenuti per l'inaudita violenza dei toni, sui "sovversi vi" e sui "magistrati ideologizzati che sono le metastasi della democrazia". Nel frattempo varava le leggi "ad personam", quella sulle rogatorie, la Cirami, la ex Cirielli che dimezza i tempi della prescrizione proprio mentre quelli dei processi si allungano. Fino alla più assurda e spudorata di tutti: quella che blocca i processi , oltre che per corruzione, per le rapine, i sequestri, gli stupri, i furti, gli scippi, che sono proprio i reati che più allarmano i cittadini perché toccano la loro quotidianità. Che questa legge inaudita si a puramente strumentale, cioè a uso di Berlusconi che è sotto processo per corruzione di testimone, lo dimostra il fatto che il Pdl si è dichiarato disposto a ritirarla se verrà introdotto il "lodo Schifani" che garantisce al Cavaliere l'immunità.

Berlusconi si è sempre detto vittima delle "toghe rosse". La Cassazione ha constatato "la comprovata erogazione di tangenti da parte di Berlusconi per fini di sua utilità, come deve evincersi dalle sentenze di prescrizione nei processi All Iberian e Lodo Mondadori. "Toghe rosse" anche gli ermellini della Cassazione.

In quanto al processo Mills che Berlusconi cerca di bloccare, si tratta di questo. L'avvocato inglese David Mills, consulente di Mediaset, in una lettera al suo commercialista ha scritto di aver ricevuto 600 mila dollari da Berlusconi perchè dicesse il falso in due processi che lo riguardavano. Ma poichè la Gran Bretagna non è l'Italia, il commercialista ha passato la lettera al Fisco inglese. La magistratura britannica ha aperto un'inchiesta e ha passato gli atti, per quanto di sua competenza, a quella italiana. Cosa dovevano fare i pm milanesi , ignorare una si mile notizia di reato?

In tutta la sua carriera politica Berlusconi non ha mai dimostrato alcun senso dello Stato."Après moi le deluge!"

A differenza dei democristiani, non ho mai sentito Andreotti accusare la magistratura di "complotto", ne Forlani nè alcun altro dirigente Dc di rilievo. Perchè una classe dirigente cosciente di esser tale non delegittima le istituzioni. Perchè sono le "sue" istituzioni. Ma di senso dello Stato ne ha dimostrato di più anche questa sgangherata sinistra. Il governo Prodi è caduto per un'inchiesta su Mastella, ma nessuno si è permesso di dire che quei magistrati erano delle "toghe azzurre".

Ma forse questa volta con la legge "blocca processi " Berlusconi ha passato il segno. All'assemblea Confesercenti, dove ci sono molti suoi elettori perchè si tratta di imprenditori, è stato sonoramente fischiato quando ha intonato la solita canzone sui magistrati felloni. Forse la rana si sta accorgendo che sta bollendo. Ma, probabilmente, è troppo tardi.

Massimo Fini

June 23

IL NUOVO DRAMMA DELLA SOCIETA' MODERNA

 

Una coppia di giovani è stata trovata con le vene dei polsi tagliate e uno squarcio alla gola in un appartamento in zona Trionfale, a Roma. La ragazza, poco più che ventenne, è morta, mentre il giovane è stato ricoverato in fin di vita al Policlinico Gemelli. I due sono stati trovati dal padre del ragazzo. Accanto al letto due taglierini, un coltello e un biglietto: "Perdonateci, speriamo di non avervi delusi, ma eravamo stanchi".

Dei due ragazzi sono stati forniti solo i nomi e non i cognomi: lei si chiamava Loredana, lui si chiama Nicolò. Accanto al letto sul quale erano riversi, in un lago di sangue, è stato trovato un biglietto, poche righe scritte per i genitori: "Speriamo di non avervi deluso. Siamo stanchi, perdonateci. Lasciateci insieme, addio. Loredana e Nicolò". I ragazzi sono stati trovati nell'appartamento nel quale convivevano dai genitori di lui che abitano al piano di sopra: erano sul letto in un lago di sangue.

La ragazza aveva profonde ferite al collo e ai polsi, presumibilmente inferte con un'arma da taglio. Anche lui aveva tagli ma solo alla gola. L'appartamento dove si è consumata la tragedia si trova in una zona residenziale di Roma, in una strada privata: l'edificio è a due piani, color rosa, ed è tutto di proprietà della famiglia del ragazzo.

"Era una coppia tranquilla e affiatata: stavano insieme da almeno due anni". Così il titolare del ristorante di vicolo dell'Acqua Paola, a Roma, a pochi passi dalla villetta dove si è consumata la tragedia dei due giovani romani. "Il padre - ha aggiunto il ristoratore - lo incontro spesso, so che lavora in un'agenzia immobiliare: si tratta di una famiglia normale, siamo tutti sconvolti per quanto accaduto".

CE NE SAREBBE DA COMMENTARE E DA ADDOSSARE COLPE, MA CHE CI STA SUCCEDENDO??

LASCIO SPAZIO AGLI INTERVENTI, IO SONO ORAMAI NAUSEATO!!

June 20

Dopo Taranto ecco un altro comune in rosso: la Capitale Roma

veltroni_10Se il vostro amministratore di condominio spendesse in spese straordinarie un milione di euro senza interpellare i condomini. E se il milione di euro di buco lo pagasse la collettività attraverso le tasse. In questo caso dovreste farvi due domande: perché l’amministratore può spendere i soldi che non ha? Perchè deve pagare la collettività? E’ quello che succede ogni giorno con i sindaci dei nostri comuni. Più dilapidi i soldi che non hai, più voti prenderai in campagna elettorale. Se James Bond aveva il diritto di uccidere, Topo Gigio Veltroni e i suoi colleghi hanno il diritto di spendere.
La Ragioneria generale dello Stato ha trovato una voragine nel bilancio del Comune di Roma. Tra debiti di 8.151 milioni di euro accumulati a fine 2007, finanziamenti sul mercato, completamento metropolitane, debiti fuori bilancio e debiti di società partecipate, il comune capitolino ha raggiunto 10.709 milioni. Un K2 alla romana. Tecnicamente parlando il comune di Roma è fallito, non potrebbe pagare i suoi impiegati.
Marco Causi, assessore al bilancio nei due mandati di Veltroni, ha dichiarato: “Non abbiamo occultato un bel nulla. Nel 2001 abbiamo ereditato uno stock di debito pesante, pari a 6,1 miliardi, aggravato dagli investimenti per costruire le nuove metropolitane. E’ un bluff”. Insomma, la colpa del debito è al 60% di Er Cicoria e al 40% di Topo Gigio. Un bluff di 10 miliardi a carico dei contribuenti di tutta Italia. Notti bianche e conti in rosso.
Gli ispettori hanno rilevato che: “L’andamento delle entrate e delle spese non garantisce la sostenibilità finanziaria nemmeno nel breve periodo”. Tremonti, senza dare troppo nell’occhio, sta finanziando con qualche centinaio di milioni di euro dello Stato le casse vuote della Capitale dei debiti.
I sindaci devono essere messi sotto controllo, non possono spendere i soldi che non hanno. Se lo fanno, paghino loro non i contribuenti. Nel 2009 ci saranno le amministrative. E’ bene prepararsi da ora. Roma è solo la punta dell’iceberg.

Fonte: www.beppegrillo.it

 

June 19

A VOLTE RITORNANO

La tv elvetica «Schweizer Fernsehen» l'aveva preso dal web senza controllare

Euro 2008: il televideo svizzero pubblica l'inno nazista durante Austria-Germania

Al momento dell'inno tedesco in tv sono apparse le parole usate durante il regime hitleriano

MILANO - Qualche ricerca storica più accurata avrebbe risparmiato un'incresciosa gaffe all'emittente svizzera SF2. Lunedì - come riporta il quotidiano svizzero Blick - durante l'inno tedesco prima della partita degli europei tra Austria e Germania, il teletext alla pagina "777" dell'emittente ha mandato in onda i sottotitoli del primo verso del brano, quel "Deutschland, Deutschland über alles, Über alles in der Welt" (Germania, Germania, sopra di tutto sopra di tutto nel mondo) tanto in voga durante il nazismo e poi ignorato dalla caduta del Terzo Reich.

LE STROFE - La prima strofa dell'inno tedesco, che delinea una Germania che si estende dal Belgio al Nord Italia, era popolare durante il Nazismo. L'incipit dell'inno voleva infatti essere un incitamento del popolo tedesco all'unità della patria. Dalla fine della Seconda guerra mondiale però, i tedeschi hanno cantato solamente il terzo verso del brano «Deutschlandlied», che dal 1991 è diventato inno ufficiale dopo l'unificazione delle due Germanie. «È stato un errore imperdonabile», ha ammesso Gion Linde, responsabile dei sottotitoli di «Swiss Text» per l'emittente elvetica. Secondo quanto riporta il quotidiano due giornalisti sportivi dell'emittente svizzera «Schweizer Fernsehen» hanno trovato l'inno su Internet. Purtroppo per loro sono finiti sulla pagina web sbagliata. I due, ha fatto sapere «Schweizer Fernsehen», non rischiano, tuttavia, il posto. Per loro è previsto una lezione gratuita di storia, incentrata prevalentemente sul nazionalsocialismo, ha fatto sapere infine Linde.

Elmar Burchia

Come dire: l'ombra di Adolfo non li abbandonerà mai...e magari a qualcuno è anche piaciuto e se l'è cantato eheheheh

 
Giusto il succo di quella che forse è la mia più grande passione:La Sapientia
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Canzoni vissute di ribellione e protesta, storia e sentimento, senza sponsor ed etichette d'oltreoceano
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